martedì 3 aprile 2018

Marzo, mille fiere e letture in attesa della primavera

Miei cari lettori, mie care lettrici,

questo marzo decisamente poco primaverile sta lasciando il passo a un aprile molto più mite e piacevole, e io torno qui a parlarvi delle mie letture. Ci siamo salutati parlando di fiere del libro, e a partire dall'8 marzo, sono stata risucchiata in un vortice di eventi letterari-editoriali che mi ha letteralmente presa e fatto volare via, dandomi un attimo di respiro praticamente solo ora, nemmeno fossi una ragazzina con le trecce del Kansas.
A Tempo di Libri ho avuto modo di salutare tante belle persone, come Gardy, fare un giro tra stand interessanti (da quelli degli editori più "classici" alle nuove imprese che si stanno man mano ritagliando uno spazio - per dire, è sempre bello vedere persone che scoprono Zona 42), e infine seguire alcuni degli incontri che mi interessavano (su quello dedicato al mercato del fantasy in Italia ci sarebbe molto da dire - e infatti sto preparando qualcosa a riguardo). 
Poi c'è stato Cartoomics. Ho finalmente potuto incontrare Lucia dal vivo e darle un abbraccio come si deve, ed è stato bello. E poi domenica dietro allo stand Acheron è stato fantastico: parlare con altri lettori, presentare un libro, convincerli a prenderlo tra le mani, considerarlo, e magari portarlo a casa... Ammetto che mi ha dato grandi soddisfazioni. Farlo in buona compagnia poi mi ha messo ancora più allegria addosso.
Ultima ma non meno importante Book Pride, la fiera dell'editoria indipendente, dal 23 al 25 marzo. Una girandola di impegni, perché c'erano tre itinerari da organizzare con piedipagina, circolo culturale di cui faccio parte con alcuni amici conosciuti al Master. Quest'anno eravamo partner della fiera ed è stata un'esperienza molto bella: abbiamo portato in giro tante persone a scoprire angoli di Milano legati all'editoria e alla letteratura. Mi piacerebbe parlarvi un po' di più di piedipagina; magari in un post futuro. Se vi incuriosisce anche solo un po', fatemelo sapere nei commenti!

E ora finalmente, anche sfruttando Pasqua, mi sono riposata un po'. Questo marzo è stato pieno, bello ma anche stancante; personalmente spero che nel 2019 ci sia qualche giorno di distacco in più tra un evento e l'altro, per godermeli tutti appieno.


Anche le mie letture sono state momentaneamente messe in pausa, tant'è che ho finito un solo libro: Overlove di Alessandra Minervini. Purtroppo non sono riuscita a scrivere in tempo il post per il #BBB; ma questo mese, se tutto va bene, riuscirò a partecipare attivamente. In generale, per quel che riguarda Overlove, ho trovato il libro interessante dal punto di vista formale, e in crescendo, ma qualcosa non mi ha convinta nel modo in cui speravo.
La mia altra lettura, la storia leggerina ambientata nel sud degli U.S.A., ha preso una piega potenzialmente positiva ma sfruttata in una maniera a me non troppo congeniale, per cui ho deciso di salutarla senza troppi patemi. Ho imparato ad abbandonare le letture poco soddisfacenti senza rancore; così rimane più tempo per scoprire nuovi titoli più affascinanti.

Nel frattempo ho cominciato due libri: Vita di Melania G. Mazzucco e Parole nella polvere di Máirtín Ó Cadhain (che si dovrebbe pronunciare, all'incirca, Martin O'Cain - lo dice l'introduzione di Alan Titley, molto interessante), che è il libro di cui vorrei parlare per il #BBB (l'editore del mese, l'avrete capito, è Lindau). Al momento sono entrambe letture che mi stanno appassionando, per motivi a modo loro simili. Sono storie con la narrazione legata al punto di vista di un singolo personaggio, che però sviluppa una storia comune, la vita di una famiglia e di una comunità; quella degli immigrati italiani negli Stati Uniti, tra gli anni '30 e '40, per Vita, e quella di un paesino nel Connemara, in Irlanda, per Parole nella polvere, più o meno nello stesso periodo storico. Lo stile è diversissimo, e anche l'intenzione dei due autori; ma i loro nuclei, in un certo senso, per me si richiamano.
Ultimamente questo tipo di storie esercita un richiamo molto forte su di me, anche se non saprei spiegarne razionalmente il motivo. Forse, finiti questi due titoli, mi sarà più chiaro. 


E per concludere, un piccolo annuncio tecnico. 
Ho mantenuto per molto tempo la votazione a 4 stelline, e non a 5. Mi sembrava fosse una buona scelta all'epoca, e non la rinnego per il passato. Ma per il presente, ormai ammetto che il mio cervello si è abituato a ragione su una scala di 5 (e ho anche l'impressione che la scala a 4 stelle possa risultare poco chiara a chi legge i miei post). Quindi ho ufficialmente deciso che d'ora in poi le recensioni si chiuderanno con un voto numerico, come sempre, legato a un numero di stelline compreso tra 1 e 5. Non modificherò le recensioni del passato, avrebbe poco senso; ma dalla prossima applicherò la mia risoluzione. Trovate le nuove equivalenze tra voto numerico e stelline nella colonna a sinistra.


E con questi è tutto. Voi siete andati a qualche fiera o evento a marzo? State leggendo qualcosa di bello? Fatemi sapere nei commenti!

Buone letture,

Cami

giovedì 8 marzo 2018

Sfide fotografiche, letture in corso, Cartoomics e Tempo di Libri [10/2018]

Mie care lettrici e miei cari lettori,

procedo con l'idea di parlarvi su base settimanale, e quindi ho deciso che potrebbe essere una buona idea indicare nel titolo in quale settimana dell'anno ci troviamo. Ora siamo giusto a metà della decima settimana dell'anno, ma soprattutto siamo all'inizio di un mese che sarà pregno di eventi letterari: ma andiamo con ordine.

Non ho molto su cui aggiornarvi, innanzitutto, in tema letture: mi sono dovuta dedicare ad alcuni libri per lavoro, e quindi ho letto meno titoli scelti da me. Sto però leggendo due storie molto diverse, che porto con me e a cui mi dedico tra una pausa e l'altra: Overlove di Alessandra Minervini (edito dai tipi di LiberAria - l'editore del mese per il Book Bloggers Blabbering!) e Over the bridge di Deborah Garner.

Il primo è una storia di amore e possesso, di una coppia che non lo è più, di personaggi che non sanno come approcciarsi alla vita e che devono reinventarsi per non farsi schiacciare dai traumi, dagli eventi inaspettati, dalle delusioni. Non è una lettura leggerissima eppure scorre molto bene. I personaggi sono onestamente poco piacevoli, ma non sono mai stati presentati come persone gradevoli, per cui non lo dico con accezione negativa.
Sono curiosa di scoprire come finirà, perché con libri di questo tipo non si può mai sapere: dubito ci sarà una risoluzione, ma vorrei comunque capire su cosa si metterà l'ultimo punto fermo.

Il secondo, invece, è un giallo leggerino e simpatico, ambientato nel sud degli Stati Uniti. C'è un ranch misterioso, una giornalista curiosa, il tipico paesino degli USA, un cowboy affascinante e un tesoro nascosto. Insomma, è la perfetta lettura da fare sul telefono quando sono schiacciata tra una persona e l'altra sui mezzi, e sogno di essere da tutt'altra parte. Non è difficile indovinare le linee generali che seguirà la trama, ma per il momento rimane un mistero il modo in cui si arriverà alla risoluzione finale. Non mi immagino particolari intrighi internazionali, ma rimane, come dicevo, una lettura piacevole.


Parlavo di eventi letterari. Ebbene, a marzo qui a Milano ci saranno ben tre fiere del libro: Tempo di Libri, che è cominciata oggi e finirà lunedì, Cartoomics, che comincerà domani e finirà domenica, e Book Pride, che sarà dal 23 al 25 marzo. Dell'ultima vi parlerò più avanti, ma delle prime due vorrei parlarvi ora.
Quello che so per certo è che sabato 10, come scrivevo nell'ultimo post, sarò nel pomeriggio a Cartoomics allo stand di Acheron, così come tutta la giornata di domenica 11. Non penso avrò tempo di seguire degli incontri, ma gli eventi interessanti non mancano: trovate qui il programma, se volete darci un'occhiata.
Mentre a Tempo di Libri passerò per salutare vecchi amici e colleghi e, senza alcun dubbio, per seguire alcuni degli incontri della vastissima programmazione. Oggi purtroppo non ho proprio modo di andare, ma penso farò un salto venerdì 9 e lunedì 12 sicuramente.
Facendo una cernita degli incontri che personalmente trovo più interessanti, venerdì mi troverete sicuramente a quelli di settore (come quelli con Istat sullo stato della lettura in Italia, oppure quelli sulla crescita del mercato degli audiolibri) e a Il mondo letterario e il riconoscimento del valore delle scrittrici, dove avrò finalmente modo di vedere Bianca Pitzorno, idolo della mia infanzia, dal vivo; mentre lunedì andrò a sentire “Scusi, lei lo scriverebbe un romanzo con il computer?”, che parla di come è cambiata la scrittura dagli anni Ottanta a oggi, l'analisi di mercato del segmento Fantasy e probabilmente andrò a farmi avvolgere dalle registrazioni di Vittorio Sermonti che legge il XXXIII canto del Paradiso.

Ovviamente sarei felicissima di incrociare chi di voi sarà in fiera, quindi commentate pure se ci sarete, e magari se volete segnalarmi qualche incontro interessante che mi sono persa!


Infine, chiudo su una nota - diciamo - più frivola. Ho deciso di prendere parte alla sfida fotografica lanciata da Tegamini (che seguo sempre con grande piacere - domenica, voi che potete, andare a seguire il suo incontro con Ilenia Zodiaco a Tempo di Libri) e di pubblicare su Instagram 31 foto, una per ogni giorno di marzo, seguendo i temi suggeriti. Mi sto divertendo un mondo e devo dire che seguendo l'hashtag dedicato (#LibriniMarzolini) ho scoperto titoli veramente interessanti. Vi lascio qui la mia foto per il primo giorno di marzo e, se state partecipando anche voi, fatemelo sapere, qui o direttamente su Instagram!

Un post condiviso da Camilla P. (@caps_mind) in data:


Per oggi è tutto: spero di incrociarvi in fiera, e vi auguro delle buone letture!

Vostra,

Cami


giovedì 1 marzo 2018

Febbraio, Libri e Londra

Miei cari lettori e mie care lettrici,

febbraio, come ogni anno, vola via prima degli altri. Vi scrivo questo posto con la neve che lentamente scende dal cielo e sembra difficile pensare che tra poco più di due settimane sarà primavera; ma non mi dispiace troppo, in fondo: la città imbiancata è sempre bella.
A livello di letture tutto procede molto bene, e devo dire che per il momento questi primi mesi dell'anno hanno portato letture interessanti. Nell'ultimo post vi ho parlato dei libri che mi hanno tenuto compagnia nel primo mese e mezzo del 2018. A quelle letture non si deve aggiungere molto, se non un titolo, che ho finito pochi giorni fa: Castelli di rabbia, di Alessandro Baricco. 

Io l'ho letto nell'edizione Rizzoli che c'è a casa dei miei, ma devo dire che la copertina dell'edizione Feltrinelli, che ho voluto affiancare qui sotto, è decisamente più bella e adatta per quello di cui parla il libro: un fiume di parole e vite che sfrecciano veloci come un treno, che a sua volta è in parte protagonista della storia.
Gli abitanti di Quinnipak, la cittadina immaginaria in cui ha luogo tutto, sono figure strane, insieme appena accennate e perfettamente definite: di tanti non si conosce nulla, se non il nome e un episodio, di vita o di morte; eppure mantengono una vitalità particolare, che li rende necessari all'economia del racconto, pieni di pathos. In questo senso Baricco ha una scrittura molto drammatica - nel senso proprio di teatrale - e colma di sentimento, che rende molto bene anche per i personaggi più tratteggiati, i veri e propri protagonisti. Mi sono rimasti impressi in particolare Pehnt e Pekish, pieni di stupore e tenerezza, e Hector Horeau, figura vera che non conoscevo.
La struttura del romanzo è simile ai suoi personaggi: un insieme di finestre su determinati momenti da cui l'autore si avvicina e si ritrae dandoci a volte un panorama, a volte la descrizione esatta di un momento. La forma rispecchia questo intento, con espedienti grafici, ripetizioni, riprese, spaziature particolari che rendono la lettura sempre diversa. Purtroppo c'è anche una tendenza alla "frase ad effetto", leziosa direi, in cui sembra quasi di vedere l'autore che gonfia un po' il petto e fa la ruota; e tendenzialmente non amo molto percepire questa volontà di creare aforismi.
La fine, in compenso, nella sua semplicità è sorprendente e mi ha fatto molto riflettere sul senso delle storie e delle pagine che la precedono. È sempre bello essere colti dall'inaspettato durante una lettura.


Questo mese, poi, ho avuto la bella occasione di passare qualche giorno a Londra, giusto prima che venisse ricoperta (anche lei) di neve. Tra le varie esperienze fatte (nonostante ormai ci sia già stata qualche volta, riesce sempre a stupirmi) c'è stata anche una visita a una libreria - e che libreria! Hatchard's è stata fondata nel 1797, ha conservato la facciata d'epoca, è fornitissimo e, tra le altre cose, può farsi fregio di ben tre Royal Warrant. Avrei passato lì volentieri un paio d'ore, ma purtroppo le cose da fare erano molte, e quindi mi sono limitata a una breve sortita e a un solo libro acquistato: Villette di Charlotte Brontë, autrice di cui ho amato appassionatamente Jane Eyre. A richiamarmi però non è stato solo il nome, ma anche la meravigliosa copertina della Penguin. La PBE (Penguin English Library) ha sempre dei design meravigliosi, curati da Coralie Bickford-Smith, e fosse per me li comprerei praticamente tutti.
La trama del romanzo dovrebbe essere in parte autobiografica, e segue Lucy Snowe che parte dall'Inghilterra per fare l'educatrice a Villette. Da molti (tra i grandi nomi, Virginia Woolf) viene considerato il suo romanzo migliore, e io non vedo l'ora di leggerlo.


Per concludere, vi segnalo un paio di eventi molto interessanti. Innanzitutto, Tempo di Libri (8-12 marzo) e Cartoomics (9-11 marzo): io girovagherò per entrambi, ma sto ancora definendo gli incontri che seguirò. Se riuscirò a scegliere con congruo anticipo, ve ne parlerò sicuramente nel prossimo post.
Posso però dirvi già per certo che mi troverete a Cartoomics sabato 10, il pomeriggio, dove saluterò Lucia Patrizi e cercherò di far leggere Nightbird a tutti, e domenica 11 per tutto il giorno allo stand di Acheron Books. Sarei felice se veniste a farmi un saluto!
Infine, sempre in ambito di letteratura fantastica, ricevo da Alberto Panicucci e segnalo volentieri la notizia dell'apertura del Trofeo RiLL, giunto ormai alla XXIV edizione, bandito dall'associazione omonima con il supporto di Lucca Comics & Games. Avete tempo fino al 20 marzo per mandare il vostro racconto (o anche più d'uno), che deve appartenere al genere fantastico (fantasy, fantascienza, e chi più ne ha più ne metta); per chi verrà selezionato dalla giuria - composta da ottimi professionisti - ci sarà la pubblicazione in volume e la traduzione su riviste di genere estere, oltre a un premio in denaro per il primo classificato. 
Per contattare lo staff di RiLL andate sul loro sito o scrivete a trofeo@rill.it. In bocca al lupo (sarei curiosa di sapere se qualcuno tra voi lettori parteciperà!). Non mi è ancora capitato di leggere una delle antologie RiLL, ma mi piacerebbe recuperare presto. So comunque che nella blogosfera non mancano gli estimatori, anche tra persone che seguo volentieri (come Nick e TOM), quindi sono certa che quando deciderò di leggerne una troverò qualcosa di interessante.

A presto con le prossime letture,

vostra

Cami

venerdì 16 febbraio 2018

Prime letture dell'anno, e Nightbird

Miei cari lettori, mie care lettrici,

è già passato un mese e mezzo dall'inizio dell'anno nuovo, e le belle letture, insieme alle belle novità, fortunatamente non si sono fatte attendere. 
Quest'anno - riflettendo a come adattare il blog ai miei nuovi ritmi - ho pensato di provare un nuovo modo (nuovo per me, si intende) di parlarvi dei libri che leggo; per aggiornarvi e tornare qui più spesso, vi parlerò della maggior parte delle mie letture in post "di gruppo", e dedicherò le recensioni più approfondite ai titoli che più mi hanno colpita. Questo è il primo tentativo, e spero incontri il vostro gusto.

Il primo libro dell'anno - e spero davvero che indichi la via al resto del 2018 - è stato un gradito ritorno alle pagine di Marguerite Yourcenar, in una veste insolita: non esattamente romanziera, ma nemmeno biografa a tutto tondo, in Care memorie Marguerite (tradotta da Gaziella Cillario) descrive i suoi antenati, i suoi genitori, si dedica alla famiglia vicina e lontana restituendone un ritratto umano, intriso di tenerezza (rivolta di volta in volta a un tratto o a un insieme, nel momento in cui restituiscono l'umanità che l'autrice chiaramente cerca in ognuno) ma impassibile nel riportare fatti, dettagli, manchevolezze. È un libro pieno di bellezza che mi ha instillato un senso di pace, di distacco nei confronti dei fatti del mondo.
Se già Memorie di Adriano è uno dei miei romanzi preferiti, e L'opera al nero mi ha colpita per la sua profondità, con questo libro la Yourcenar si è confermata una delle penne che meglio risuona nei miei pensieri; tant'è che, quando poi sono andata al Salone della cultura, ho colto l'occasione al volo e ho preso Ad occhi aperti e Alexis, e ora non vedo l'ora di immergermi tra le loro pagine.
Sono molto tentata di dedicare il primo post singolo dell'anno a questo libro, sperando di riuscire a rendergli giustizia.

Ho poi letto un racconto lungo e un romanzo breve, diversissimi sotto ogni punto di vista eccetto la loro strana lunghezza.
Il primo è Cardanica, di Dario Tonani. Regalatomi ormai qualche tempo fa dal buon Argonauta, è una storia di ingranaggi e sangue. Molto intenso, soprattutto nella descrizione della discesa sempre più a fondo nell'orrore, mi ha molto colpita e credo continuerò ad approfondire la serie di Mondo9, di cui questo racconto è il primo tassello.
A proposito dell'Argonauta: è uscito da poco Il libro delle ombre, frutto del secondo concorso 3Narratori, in cui ero parte della giuria. Sono certa che, dopo il lavoro di lima fatto da Marco e dagli altri revisori, i racconti scelti siano ancora più belli; dateci un occhio, il libro è gratuito.
Tornando a noi, il secondo libro invece è Sempre caro, di Marcello Fois. Giallo atipico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento, inframmezzato di dialetto e di cambi di persona e prospettiva, si lascia leggere con piacere e curiosità, anche se il punto non è correre per scoprire, alla fine, whodunit - per dirla all'inglese. Un piacevole ritratto di varia umanità, qualche riflessione sull'isola di allora che si riverbera sull'isola (e l'Italia) di oggi e un protagonista che si segue volentieri.

Infine, ho letto una raccolta di saggi brevi e articoli, il numero del 2005 di Tirature. Fa un certo effetto vedere cosa si pensava del futuro dell'editoria tredici (!) anni fa. Aiuta a vedere molti eventi in prospettiva.

E poi... se avete fatto caso al titolo, vi starete chiedendo di che si tratta.
Ebbene, come avevo accennato nello scorso post, l'anno scorso ho avuto una bellissima opportunità. Ho lavorato fianco a fianco con Lucia Patrizi e, come editor, ho rivisto insieme a lei Nightbird, uscito a inizio anno per i tipi di Acheron books.
Non voglio dilungarmi troppo, anche perché è difficile spiegare quel che mi ha dato questa esperienza, e Lucia già sa quanto sia stata felice di lavorare con lei. Però una cosa voglio farla, ed è consigliarvelo. Non perché ci ho lavorato, non solo almeno; ma perché è un bel libro, e se fosse stata una "semplice" lettura ve l'avrei consigliato senza alcun dubbio in una recensione. Provate a leggere l'estratto disponibile su Amazon; se è il vostro genere credo che le prime pagine basteranno a convincervi.
C'è una ragazza particolare, sulla sua bicicletta, che vede cose che nessuno vede. Che va avanti ma non sa bene dove, e vive di giorno in giorno. La segue un fantasma che è ben più di una presenza spettrale. E intanto Roma si rivela sempre più attraversata da correnti e crepe diverse da quelle fisiche cui ci hanno abituati i telegiornali.
E se non vi basta, lasciatevi convincere dalla bellissima copertina disegnata da Giulio Rincione.

A presto,

vostra

Camilla

giovedì 25 gennaio 2018

"Un’altra ora e ce ne sono state, / ce ne saranno ancora" - Saluti (tardi) al 2017

Cari lettori, care lettrici,

vi dirò la verità, non vedevo l'ora che cominciasse questo anno nuovo. I motivi sono tanti, dal serio al faceto; e per fortuna, almeno per ora, posso dire che il 2018 è iniziato davvero bene, anche per quel che riguarda i libri e tutto quel che ci gira attorno. Ma prima di parlare di come è cominciato l'anno e di cosa vorrei per i prossimi mesi - argomento cui dedicherò il prossimo post - è meglio fare un passo indietro e vedere cosa mi ha portato l'anno appena passato.



Nel 2017 ho letto meno di quanto mi fossi riproposta: 37 libri al posto dei 55 a cui puntavo, come potete vedere dall'utile grafica che Goodreads mette a disposizione alla fine dell'anno. Ma tutto sommato non sono delusa, perché molte di queste letture sono state fatte per lavoro; e poter finalmente lavorare con i libri è una grande gioia. Probabilmente, però, avrei potuto leggere di più per i fatti miei, magari togliendo un po' di tempo ad altre attività meno soddisfacenti, e abbandonando certi libri alla propria strada.


Per esempio, a inizio anno ho deciso di leggere un po' degli e-book che avevo scaricato gratuitamente quando ho scoperto BookBub; e molti avrei potuto, in tutta onestà, abbandonarli dopo pochi capitoli.  Nessuno si è meritato su Goodreads più di 3 stelline, e nessuno mi ha fatto propendere per l'acquisto di altri titoli scritti dai loro autori. Ho imparato la lezione; basta scaricare titoli solo perché si può farlo.
In linea generale, comunque, è stato un anno di letture varie, anche belle, ma senza picchi: nessuno mi ha conquistata completamente, e infatti non ho assegnato a nessun libro il massimo dei voti. Può capitare, e di certo non vuol dire che non ho letto ottimi libri; in più, ci tengo a sottolineare che in questo mio discorso sono esclusi i libri su cui ho lavorato, cui infatti non ho dato voto su Goodreads. Mi sembra più giusto così. Ovviamente, però, alcune di queste letture mi hanno colpita più di altre, e mi dispiacerebbe lasciarle in ombra; per questo certi titoli compariranno comunque nei miei post futuri, e di uno in particolare vi parlerò nel prossimo, dedicato al 2018, perché mi sta molto a cuore.

Cosa mi rimarrà, quindi, di quest'anno di letture? Sensazioni, paesaggi e dettagli, soprattutto, spunti per tante conversazioni che, spero, avremo nel corso di quest'anno. Una ritrovata passione per i saggi e le biografie; la storia di Daniel e Amos (e il desiderio di leggere Pensieri lenti e veloci); la conferma di Fredrik Sjöberg, il mio primo Faulkner e il mio secondo Scerbanenco; un tuffo nel Novecento che mi ha dato la nebbia di Testori, le miniere di Orwell e il mare di Simmons; una storia d'amore fiabesca e strana, dalle immagini vivide; le avventure vissute seguendo i chicchi di caffè di Robert Wallis. E anche quelle di una ragazza in bicicletta, che affronta alcune delle sue paure più grandi; ma questa è un'altra storia. Una storia che, come vi dicevo, troverà lo spazio che merita nel prossimo post.


Buone letture,

Cami