venerdì 16 febbraio 2018

Prime letture dell'anno, e Nightbird

Miei cari lettori, mie care lettrici,

è già passato un mese e mezzo dall'inizio dell'anno nuovo, e le belle letture, insieme alle belle novità, fortunatamente non si sono fatte attendere. 
Quest'anno - riflettendo a come adattare il blog ai miei nuovi ritmi - ho pensato di provare un nuovo modo (nuovo per me, si intende) di parlarvi dei libri che leggo; per aggiornarvi e tornare qui più spesso, vi parlerò della maggior parte delle mie letture in post "di gruppo", e dedicherò le recensioni più approfondite ai titoli che più mi hanno colpita. Questo è il primo tentativo, e spero incontri il vostro gusto.

Il primo libro dell'anno - e spero davvero che indichi la via al resto del 2018 - è stato un gradito ritorno alle pagine di Marguerite Yourcenar, in una veste insolita: non esattamente romanziera, ma nemmeno biografa a tutto tondo, in Care memorie Marguerite (tradotta da Gaziella Cillario) descrive i suoi antenati, i suoi genitori, si dedica alla famiglia vicina e lontana restituendone un ritratto umano, intriso di tenerezza (rivolta di volta in volta a un tratto o a un insieme, nel momento in cui restituiscono l'umanità che l'autrice chiaramente cerca in ognuno) ma impassibile nel riportare fatti, dettagli, manchevolezze. È un libro pieno di bellezza che mi ha instillato un senso di pace, di distacco nei confronti dei fatti del mondo.
Se già Memorie di Adriano è uno dei miei romanzi preferiti, e L'opera al nero mi ha colpita per la sua profondità, con questo libro la Yourcenar si è confermata una delle penne che meglio risuona nei miei pensieri; tant'è che, quando poi sono andata al Salone della cultura, ho colto l'occasione al volo e ho preso Ad occhi aperti e Alexis, e ora non vedo l'ora di immergermi tra le loro pagine.
Sono molto tentata di dedicare il primo post singolo dell'anno a questo libro, sperando di riuscire a rendergli giustizia.

Ho poi letto un racconto lungo e un romanzo breve, diversissimi sotto ogni punto di vista eccetto la loro strana lunghezza.
Il primo è Cardanica, di Dario Tonani. Regalatomi ormai qualche tempo fa dal buon Argonauta, è una storia di ingranaggi e sangue. Molto intenso, soprattutto nella descrizione della discesa sempre più a fondo nell'orrore, mi ha molto colpita e credo continuerò ad approfondire la serie di Mondo9, di cui questo racconto è il primo tassello.
A proposito dell'Argonauta: è uscito da poco Il libro delle ombre, frutto del secondo concorso 3Narratori, in cui ero parte della giuria. Sono certa che, dopo il lavoro di lima fatto da Marco e dagli altri revisori, i racconti scelti siano ancora più belli; dateci un occhio, il libro è gratuito.
Tornando a noi, il secondo libro invece è Sempre caro, di Marcello Fois. Giallo atipico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento, inframmezzato di dialetto e di cambi di persona e prospettiva, si lascia leggere con piacere e curiosità, anche se il punto non è correre per scoprire, alla fine, whodunit - per dirla all'inglese. Un piacevole ritratto di varia umanità, qualche riflessione sull'isola di allora che si riverbera sull'isola (e l'Italia) di oggi e un protagonista che si segue volentieri.

Infine, ho letto una raccolta di saggi brevi e articoli, il numero del 2005 di Tirature. Fa un certo effetto vedere cosa si pensava del futuro dell'editoria tredici (!) anni fa. Aiuta a vedere molti eventi in prospettiva.

E poi... se avete fatto caso al titolo, vi starete chiedendo di che si tratta.
Ebbene, come avevo accennato nello scorso post, l'anno scorso ho avuto una bellissima opportunità. Ho lavorato fianco a fianco con Lucia Patrizi e, come editor, ho rivisto insieme a lei Nightbird, uscito a inizio anno per i tipi di Acheron books.
Non voglio dilungarmi troppo, anche perché è difficile spiegare quel che mi ha dato questa esperienza, e Lucia già sa quanto sia stata felice di lavorare con lei. Però una cosa voglio farla, ed è consigliarvelo. Non perché ci ho lavorato, non solo almeno; ma perché è un bel libro, e se fosse stata una "semplice" lettura ve l'avrei consigliato senza alcun dubbio in una recensione. Provate a leggere l'estratto disponibile su Amazon; se è il vostro genere credo che le prime pagine basteranno a convincervi.
C'è una ragazza particolare, sulla sua bicicletta, che vede cose che nessuno vede. Che va avanti ma non sa bene dove, e vive di giorno in giorno. La segue un fantasma che è ben più di una presenza spettrale. E intanto Roma si rivela sempre più attraversata da correnti e crepe diverse da quelle fisiche cui ci hanno abituati i telegiornali.
E se non vi basta, lasciatevi convincere dalla bellissima copertina disegnata da Giulio Rincione.

A presto,

vostra

Camilla

giovedì 25 gennaio 2018

"Un’altra ora e ce ne sono state, / ce ne saranno ancora" - Saluti (tardi) al 2017

Cari lettori, care lettrici,

vi dirò la verità, non vedevo l'ora che cominciasse questo anno nuovo. I motivi sono tanti, dal serio al faceto; e per fortuna, almeno per ora, posso dire che il 2018 è iniziato davvero bene, anche per quel che riguarda i libri e tutto quel che ci gira attorno. Ma prima di parlare di come è cominciato l'anno e di cosa vorrei per i prossimi mesi - argomento cui dedicherò il prossimo post - è meglio fare un passo indietro e vedere cosa mi ha portato l'anno appena passato.



Nel 2017 ho letto meno di quanto mi fossi riproposta: 37 libri al posto dei 55 a cui puntavo, come potete vedere dall'utile grafica che Goodreads mette a disposizione alla fine dell'anno. Ma tutto sommato non sono delusa, perché molte di queste letture sono state fatte per lavoro; e poter finalmente lavorare con i libri è una grande gioia. Probabilmente, però, avrei potuto leggere di più per i fatti miei, magari togliendo un po' di tempo ad altre attività meno soddisfacenti, e abbandonando certi libri alla propria strada.


Per esempio, a inizio anno ho deciso di leggere un po' degli e-book che avevo scaricato gratuitamente quando ho scoperto BookBub; e molti avrei potuto, in tutta onestà, abbandonarli dopo pochi capitoli.  Nessuno si è meritato su Goodreads più di 3 stelline, e nessuno mi ha fatto propendere per l'acquisto di altri titoli scritti dai loro autori. Ho imparato la lezione; basta scaricare titoli solo perché si può farlo.
In linea generale, comunque, è stato un anno di letture varie, anche belle, ma senza picchi: nessuno mi ha conquistata completamente, e infatti non ho assegnato a nessun libro il massimo dei voti. Può capitare, e di certo non vuol dire che non ho letto ottimi libri; in più, ci tengo a sottolineare che in questo mio discorso sono esclusi i libri su cui ho lavorato, cui infatti non ho dato voto su Goodreads. Mi sembra più giusto così. Ovviamente, però, alcune di queste letture mi hanno colpita più di altre, e mi dispiacerebbe lasciarle in ombra; per questo certi titoli compariranno comunque nei miei post futuri, e di uno in particolare vi parlerò nel prossimo, dedicato al 2018, perché mi sta molto a cuore.

Cosa mi rimarrà, quindi, di quest'anno di letture? Sensazioni, paesaggi e dettagli, soprattutto, spunti per tante conversazioni che, spero, avremo nel corso di quest'anno. Una ritrovata passione per i saggi e le biografie; la storia di Daniel e Amos (e il desiderio di leggere Pensieri lenti e veloci); la conferma di Fredrik Sjöberg, il mio primo Faulkner e il mio secondo Scerbanenco; un tuffo nel Novecento che mi ha dato la nebbia di Testori, le miniere di Orwell e il mare di Simmons; una storia d'amore fiabesca e strana, dalle immagini vivide; le avventure vissute seguendo i chicchi di caffè di Robert Wallis. E anche quelle di una ragazza in bicicletta, che affronta alcune delle sue paure più grandi; ma questa è un'altra storia. Una storia che, come vi dicevo, troverà lo spazio che merita nel prossimo post.


Buone letture,

Cami


martedì 12 dicembre 2017

I'm dreaming of a white Christmas... | #BBB is coming to town

Mie care lettrici, miei cari lettori,

sentite l'aria frizzante? L'odore di neve nell'aria? Le canzoni natalizie cantate da Frank Sinatra? Il crepitio dei caminetti, l'odore di cioccolata calda?
L'inverno è nell'aria, e anche se io sono una freddolosa incorreggibile e vado in giro come un pupazzo di neve a forma di omino Michelin, non posso non ammettere che l'atmosfera natalizia riesce sempre ad avere un suo effetto. Mi piace pensare ai regali da fare, al cenone e a cosa si mangerà, mi piace vedere le decorazioni che man mano vengono tirate fuori dagli scatoloni.

Creazione di Claudia - clicca per ingrandirlo e salvarlo

Quest'anno, a rendere il tutto ancora più festivo, ci hanno pensato le ragazze del BBB - Book Bloggers Blabbering - che hanno organizzato un'iniziativa ad alto tasso natalizio. Diletta, mente dietro al progetto, ha orchestrato tutto affinché ognuna di noi avesse il suo secret Santa.
Di cosa si tratta, esattamente? Ognuna di noi ha ricevuto da Diletta un nome tra quello delle altre ragazze, chiaramente estratto a sorte dagli elfi del Polo Nord, con il compito di pensare a uno o più titoli da consigliare alla prescelta; e senza farsi scoprire, per mantenere l'effetto sorpresa. Io sono stata fortunata, e ho già scoperto chi è stato il mio BBBabbo Natale, ovvero clacca, che mi ha consigliato un fumetto che sembra davvero nelle mie corde, e che spero di leggere presto.

E... incredibile a dirsi, ma io sono proprio il BBBabbo Natale di clacca! Inutile dire che la pressione è raddoppiata, quindi spero proprio che le mie scelte le piacciano.
Se non la conoscete, claudia - detta clacca - è una ragazza piena di entusiasmo per ciò che ama, lettrice di fumetti di quasi ogni genere, fonte di molte delle mie scoperte sul fronte manga e non solo, decisa, amante degli animali (ha una gatta mia omonima che è semplicemente troppo tenera e coccolosa), delle cose fatte a mano (infatti le crea pure) e mille altre cose che scoprirete meglio andando direttamente su clacca legge

Original photo by Kari Shea on Unsplash

Dunque, cosa consigliarle? Ho pensato a un quartetto che, credo, potrebbe piacerle.
Un titolo per rilassarsi e ridere; uno per approfondire una passione; uno per accoccolarsi con gli amici felini sotto le coperte; e uno per vedere se riesco a farle scoprire qualcosa che non conosceva.
E quindi, nell'ordine:
  • Un lavoro sporco di Christopher Moore: un autore che le piace, con una sua prova forse non ai livelli incredibili di Il Vangelo secondo Biff, ma comunque fantastico e divertente da morire (questa forse la coglierete meglio se avete letto il libro);
  • Cromorama di Riccardo Falcinelli, che non solo è un grande grafico editoriale, ma è una persona che sa parlare bene, e chiaramente, del proprio mestiere. Qui va oltre i "soli" libri, e credo che con la sua formazione artistica Cla può apprezzarlo al meglio;
  • Il libro dei gatti tuttofare di T.S. Eliot, perché è un libro di poesie strampalate sui gatti, e credo proprio che leggerlo mentre uno di loro fa le fusa in grembo sia la situazione ottimale; è forse il titolo più stravagante del quartetto, ma credo che possa essere una bella scoperta;
  • Infine, un fumetto; ho preso il coraggio a piene mani e mi sono inoltrata nel campo di Claudia. Ho pensato a un webcomic che leggevo tempo fa e ho ripreso di recente, e che ho sempre trovato interessante: The Meek di Der-Shing Helmer. Credo che ci sia qualcosa di molto intrigante nella storia, e spero che anche Cla, se vorrà dargli una chance, la penserà allo stesso modo.


E questo è tutto! Spero che i consigli siano riusciti, e spero di aver incuriosito tanto clacca quanto voi.

Buona caccia al regalo perfetto, e buone letture!

Cami


giovedì 2 novembre 2017

Black Coffee – espresso e caffè nero per scoprire gli U.S.A. in Italia | #BBB

Miei cari lettori, mie care lettrici,

comincia novembre e con lui il mio turno di presentarvi, nell’ambito del Book Bloggers Blabbering Indie Cafè, la casa editrice - piccola, indipendente e molto tenace - su cui ci concentreremo questo mese. Mi fa particolarmente piacere parlarvene perché è un editore giovanissimo ma dai piani molto chiari e definiti: sto parlando, l’avrete capito già dal titolo, di Black Coffee.
Nata prima come collana di Clichy, è partita l’anno scorso sulle proprie gambe grazie all’impegno di Leonardo Taiuti e Sara Reggiani, traduttori. 
La curiosità verso questa nuova impresa, in questi primi mesi di vita, è stato moltissimo: tant’è che, invece di introdurli con la solita intervista à la BBB, abbiamo deciso di unire risposte e commenti di precedenti chiacchierate in un dialogo ideale che presenti al meglio la casa editrice, insieme alle schede dei primi quattro romanzi editi per i loro tipi (tutti e quattro di autrici femminili – un dettaglio non scontato, e credo che un esordio con quattro autrici non si vedesse dai tempi delle edizioni La Tartaruga).
Ma ora mi fermo e lascio che parlino direttamente gli editori. Ci tengo, a tal proposito, a ringraziare tantissimo (in ordine alfabetico) Fabrizia de Il mondo urla dietro la porta, Maria di Scratchbook e Rossella di Retablo di parole che mi hanno permesso di citare le loro belle interviste.




BLACK COFFEE è un progetto editoriale dedicato alla letteratura nordamericana contemporanea. Ospita autori esordienti, voci fuori dal coro e opere inedite o ingiustamente dimenticate con particolare attenzione alle realtà indipendenti più coraggiose, alle voci femminili e alla forma del racconto.



Il corpo che vuoi - Alexandra Kleeman
Traduzione di Sara Reggiani

È vero che dentro siamo più o meno tutti uguali? Non psicologicamente, intendo. Parlo degli organi vitali, lo stomaco, il cuore, i polmoni, il fegato, della loro posizione e del loro funzionamento, del fatto che un chirurgo mentre effettua un’incisione non pensa al mio corpo in particolare, ma a un corpo generico, riprodotto in sezione su una pagina qualunque di un testo scolastico. 

Una ragazza, nota solo come A, vive in un’anonima città americana insieme alla coinquilina B e al ragazzo C. Si nutre quasi esclusivamente di ghiaccioli e arance, trascorre un assurdo quantitativo di tempo davanti alla televisione, spesso ipnotizzata dalla pubblicità o dal reality show che C ama tanto, e plasma il proprio corpo su un modello di bellezza che esiste soltanto sullo schermo. Col passare del tempo A sviluppa un’ossessione per Michael, personaggio  televisivo diventato celebre per aver esaurito le scorte di carne di vitello in una filiale del Wally’s Supermarket. Nel frattempo B tenta disperatamente di fare di se stessa una copia di A, appropriandosi delle sue cose e delle sue abitudini, mentre A, a sua volta insoddisfatta, cerca di dare un significato alla propria vita al di là della dipendenza dal ragazzo. Si rilassa solo spiando la famiglia dall’altra parte della strada, che tuttavia un giorno scompare misteriosamente. L’ultima cosa che A vede è padre, madre e figlia camuffati da fantasmi salire in macchina e andarsene, lasciando sulla porta del garage una sinistra scritta. Romanzo d’esordio sagace, divertente e a tratti inquietante, che richiama alla mente L’incanto del lotto 49 e i racconti di George Saunders, Il corpo che vuoi è una sorta di giallo raccontato dal punto di vista della persona scomparsa, una storia dell’orrore tutta americana che intreccia sesso e amicizia, fame e appetito, fede e alimentazione, vita vera e reality show, ma soprattutto uno sguardo originale sul moderno concetto di femminilità.


Il nome che avete dato al progetto è molto evocativo. Come il logo: una tazza fumante, un black coffee. Perché vi rappresenta? [Scratchbook]
Abbiamo scelto questo nome perché lettura e caffè sono sempre andati a braccetto, soprattutto negli Stati Uniti. In Italia magari beviamo più tè mentre leggiamo (l’espresso dura poco), ma il punto era proprio evocare una tipica situazione della quotidianità americana, una poltrona, una lampada, un tavolino con una tazza di caffè fumante sopra e una persona immersa nella lettura. Il nostro caffè non a caso è nero, senza aggiunta di zucchero o latte… è amaro e pungente, come – speriamo – i libri che pubblicheremo. E poi il caffè sveglia, non ti fa stare fermo.

Le vostre esperienze in Giunti poi a Edizioni Clichy, come avete raccontato, sono state utili a maturare le conoscenze necessarie per intraprendere un percorso indipendente. Ma come cambia la prospettiva da traduttori a editori, soprattutto spostandosi da una grande realtà a una più piccola? [Il mondo urla dietro la porta]
Il fatto di aver potuto osservare da vicino il funzionamento di due case editrici, una grande e l’altra più piccola, ci è stato di grande aiuto. Nel corso del tempo abbiamo ricoperto molti ruoli del mondo editoriale (redattore, traduttore, editor) e ci è servito per capire quali siano le esigenze e l’importanza di ognuno. Abbiamo imparato a dare valore a ogni dettaglio, ogni passo che porta alla pubblicazione di un libro e ora che abbiamo deciso di diventare editori possiamo contare su un consistente bagaglio di esperienza. Scendere in prima linea, però, è molto rischioso, richiede capacità che dobbiamo ancora affinare e un’attenzione ad aspetti che da traduttori non ci eravamo mai trovati ad affrontare (promozione, vendita, gestione delle risorse). Ciò che non ci manca è una visione chiara del progetto e di cosa vogliamo comunicare, il resto lo impareremo strada facendo, cadendo e rialzandoci. Prima traducevamo e basta, avevamo solo quella responsabilità perché le decisioni le prendevano altri. Ora invece abbiamo la responsabilità di creare un discorso coerente, diffonderlo, stabilire un contatto col lettore e far sì che si fidi di noi. A volte hai paura di non essere in grado di tenere insieme tutti i fili, di tralasciare qualcosa, ma poi pensi che ce la stai mettendo tutta e che qualcuno da qualche parte riconoscerà il valore dei tuoi sforzi. Era il nostro sogno poter scegliere, tradurre e pubblicare gli autori che volevamo e alla fine della giornata la paura e il dubbio di aver fatto la cosa giusta lasciano sempre il posto alla soddisfazione e all’entusiasmo. Creare una casa editrice in fondo è come costruire un ponte tra due mondi e questo, da traduttori, sappiamo farlo.



Lions - Bonnie Nadzam
Traduzione di Leonardo Taiuti

Se avete mai amato davvero qualcuno, saprete che c’è un fantasma in ogni cosa. Visto la prima volta, lo vedete ovunque.


Bonnie Nadzam, autrice del controverso romanzo Lamb, torna con l’inquietante e spietato ritratto di una comunità rurale sull’orlo del collasso e dei suoi abitanti, combattuti fra il desiderio di inseguire i propri sogni e un irragionevole bisogno di restare dove sono. A metà fra ghost story e resoconto di un amore, Lions è ambientato nell’omonima cittadina degli altopiani del Colorado, un luogo ormai quasi del tutto disabitato e ammantato di leggenda. Concepita per diventare una gloriosa città nell’Ovest in via di sviluppo, Lions non è riuscita a trasformarsi nella realtà sognata dai suoi fondatori. Lo zuccherificio è fallito e le uniche attività ancora in piedi sono un piccolo bar, un diner che conta sui viaggiatori provenienti dalla statale e un’officina di lavorazione del metallo che sopravvive a stento. I cittadini di Lions conducono vite semplici, tormentate dai fantasmi – dei loro antenati, delle loro ambizioni e speranze, di un futuro incerto – e, quando un misterioso viandante giunge in città, la sua sinistra presenza spinge molti ad andarsene definitivamente. Fra i pochi abitanti rimasti ci sono Leigh e Gordon, due diciassettenni che sognano di andare al college. Gordon, tuttavia, perde il padre all’improvviso e non riesce a liberarsi del dolore e del senso di responsabilità verso l’insolita eredità ricevuta dal genitore. Si trova quindi a dover scegliere se partire o trattenersi a Lions per rilevare la gestione dell’officina, rinunciando così alle proprie aspirazioni. Lions è una storia di autoconsapevolezza e ambizione, una riflessione sull’ossessione per l’autorealizzazione e sulla responsabilità, e sulle storie che raccontiamo per convincerci che la vita valga la pena di essere vissuta.


Edizioni Black Coffee sta appena esordendo ma ha già un progetto specifico: qual è la vostra visione editoriale? [Retablo di parole]
Vogliamo dare più spazio possibile agli autori esordienti, soprattutto alle voci femminili, andandole a scovare personalmente nelle realtà più indipendenti e vivaci. Proveremo anche a dare spazio alla cosiddetta literary non fiction, che non è la nostra saggistica, bensì l’insieme di quelle opere come diari, memoir, resoconti di viaggio etc. che in Italia non rientrano in una categoria definita, ma che hanno in comune il fatto di nascere da un’esperienza personale ed essere scritti talmente bene da sembrare romanzi, opere di finzione. E come abbiamo fatto quando ancora eravamo solo una collana, ci concentreremo molto sul racconto breve, che tanto amo e credo sia la forma narrativa del futuro. Non mancheranno inoltre recuperi dal passato, di autori fuori catalogo e opere inedite in Italia. Ci muoveremo con cautela, proponendo, per ora, soltanto cinque titoli l’anno, per riuscire a dare loro il giusto peso e la cura che meritano. Il nostro intento è di portare in Italia i libri che in America ci hanno lasciato senza parole per bellezza espressiva, originalità, sincerità.

Perché gli occidentali sono così presi dagli Stati Uniti? Dalla letteratura, ma non solo. Esiste ancora, da qualche parte nel nostro immaginario, un’idea intatta di sogno americano? [Scratchbook]
SARA Dell’America non ci si libera mai, nemmeno a volerlo. L’immaginario che evoca è troppo potente e vario per passare in secondo piano rispetto a quello di altri Paesi del mondo. Più che di sogno americano ora come ora sarebbe il caso di parlare di incubo americano… Il sogno si è infranto, eppure continua a vivere nelle nostre menti.
LEO Gli Stati Uniti sono un Paese da cui abbiamo ereditato talmente tanti aspetti, a livello culturale, che per noi italiani è difficile non esserne “presi”. Ora come ora, poi, è sempre più evidente la centralità dell’America nel nostro immaginario di tutti i giorni, nel bene e nel male: è un luogo che ci fa sognare, che ci dà speranza, ma che riesce al contempo a terrorizzarci. Indirettamente regola tanti, troppi aspetti della nostra vita.


Happy Hour - Mary Miller
Traduzione di Sara Reggiani

Sono seduta su un canottino rosa mezzo sgonfio e cerco di restare in equilibrio al centro, mentre Aggie agita l’acqua con i piedi seduta sulla scaletta. Si è presa un bel po’ di pasticche e di recente si è rasata i capelli. La madre è morta sei giorni fa.


Dopo il successo del suo romanzo di esordio, Last Days of California, Mary Miller torna con una raccolta di racconti che la riconferma come una delle voci più crude e taglienti della sua generazione di scrittori americani. Ammantato dal fascino proprio del Sud degli Stati Uniti, Happy Hour è un susseguirsi di storie di donne, figure tormentate quanto realistiche, in lotta contro se stesse. Donne che bevono, che dipendono dal sesso; donne che prendono decisioni sbagliate accompagnandosi a uomini che le amano troppo o troppo poco; donne che sono la causa della propria rovina. Su uno sfondo di scialbi distributori di benzina, piscine pubbliche, drive-thru e bettole, ciascun personaggio si trascina dietro il proprio fardello nella ferma convinzione di meritare di meglio. Queste donne cercano comprensione nei luoghi più improbabili: nella casa dei genitori adottivi, dove l’amore è vissuto come indice di debolezza, in un campeggio per roulotte dimenticato da Dio, negli angoli di una casa da sogno acquistata col denaro ottenuto da un brutto divorzio. Sono consapevoli dei loro errori e della necessità di un cambiamento, eppure non reagiscono, forse bloccate dalla paura, o dalla semplice pigrizia. Osservando il delicato tessuto della vita quotidiana delle sue protagoniste, Miller ci narra l’amore degli incompresi, la ricerca di conforto nelle cattive abitudini di cui non si riesce a fare a meno e i dettagli quotidiani di rapporti destinati a finire. Con l’onestà che contraddistingue la sua scrittura, Mary Miller firma un lucido e struggente ritratto della femminilità oggi.


Le copertine Black Coffee, realizzate da Raffaele Anello, si discostano da quelle che siamo abituati a vedere per le altre case editrici italiane e conferiscono un’identità editoriale, oltre che rimarcare l’importanza, anche di tipo tattile, del supporto. La McMusa, giornalista e guida letteraria, è la vostra consulente editoriale. Il sito è a sua volta un contenitore di storie grazie alla collaborazione e alla traduzione di pezzi comparsi sulla rivista americana The Believer. Il supporto e la presenza online sono tra i fattori fondamentali nella promozione di una casa editrice, ma quali sono le componenti più importanti della vostra idea di libro e del mondo che vi ruota attorno? [Il mondo urla dietro la porta]
Chi ama il libro anche come oggetto conosce il valore di una bella edizione. Sa cosa significa riporla nella propria libreria accanto alle storie che ha più amato. Noi vorremmo che i nostri lettori provassero un piacere anche fisico nel leggere un libro Black Coffee, che tenendolo in mano sentissero di aver acquistato qualcosa che vale, anche dal punto di vista materiale. Per questo abbiamo messo tanta cura nella grafica e nella scelta della carta da utilizzare. Un libro può salvarti la vita, il minimo che possiamo fare è dargli una bella veste. Io e Leonardo ci siamo semplicemente circondati di collaboratori che capiscono e condividono questo pensiero, il resto è venuto da sé. La promozione e la presenza online sono fondamentali, ma prima di tutto viene il libro. Il libro deve essere protagonista.

Alla luce di questo nuovo progetto, cosa significa per voi essere editori, soprattutto in un Paese complesso come l’Italia? [Retablo di parole]
Significa cercare un interlocutore ideale e mettergli fra le mani tutto quello che di bello hai visto, cercato, trovato in un Paese che non è il suo. E penso che sia importante che a farlo siano, una volta tanto, due traduttori.



Il medico della nave / 8 - Amy Fusselman
Traduzione di Leonardo Taiuti

Non fare sesso su una nave a meno che tu non voglia rimanere incinta. Era quello che diceva sempre  l'ex fidanzato marinaio della mia amica Mendi.


Ci sono storie di cui le persone non parlano, storie che per essere raccontate richiedono coraggio e costringono chi sa ascoltarle a rimettere in discussione la propria realtà. Storie come quelle che Amy Fusselman narra in questo libro a metà fra il memoir e il diario. Il medico della nave e 8 sono brevi riflessioni sul rapporto con due uomini che, in modi opposti, hanno influenzato irrimediabilmente la sua vita: il padre appena scomparso e quello che lei chiama «il mio pedofilo». Intrecciando astratto e quotidiano l’autrice affronta temi quali la maternità, l’abuso sessuale, la morte e il perdono con l’agilità e l’esuberanza di una bambina che gioca. Ne scaturisce una concezione del mondo come luogo strano e speciale, in cui spazio e tempo sono ancora concetti fluidi e misteriosi. Attraverso la scrittura Amy Fusselman rivive momenti dolorosi del suo passato nel tentativo di superarli, regalandoci una meditazione piena di amore e speranza su cosa significhi scendere a patti con un’esperienza traumatica.


E per oggi, da Bibliomania, è tutto: ma se la storia e i libri di Black Coffee vi hanno incuriositi almeno un po', seguite la pagina Facebook di Book Bloggers Blabbering: tutto il mese sarà dedicato a loro, e tra recensioni, presentazioni e tanto altro ce ne sarà per tutti i gusti.

Buone letture e, se come me ne bevete a litri - è proprio il caso di dirlo - buon caffè!

Vostra,

Cami

giovedì 19 ottobre 2017

Dalla A alla Z

Miei cari lettori, mie care lettrici,

è passato un po' di tempo dall'ultimo post, benché il desiderio di sedermi con tranquillità e scrivervi fosse forte. Purtroppo è difficile tornare alle buone abitudini, quando si spezza la routine; ma se per riprendere a pedalare non c'è niente di meglio che montare in sella a una bici, direi che per riprendere a scrivere sul blog non c'è niente di meglio che scrivere un post.

Per sgranchirmi le dita, ho pensato di prendere in prestito un'idea da On Bookes - un posticino anglofono che vi consiglio di visitare - e di aggiornarvi un po' su questi mesi sfruttando le lettere dell'alfabeto.


A. Avventura
Che ci posso fare, di fronte a un alfabeto io ricordo subito, come un riflesso spontaneo, la filastrocca che forse anche molti di voi conoscono: A come avventura, B come bravura...
E poi, mi sto preparando effettivamente per affrontare qualche grande avventura. Saprete qualcosa di più tra qualche lettera.

B. #BBB
Anche se io in questi ultimi mesi sono stata silenziosa, le ragazze del Book Bloggers Blabbering hanno continuato a macinare contenuti, interviste, recensioni e progetti, dedicandosi a molte case editrici meritevoli. A settembre è toccato a Cliquot (piccola ma con le idee ben chiare; ho avuto il piacere di parlare con uno dei fondatori per lavoro), questo mese si stanno dedicando a Neo edizioni, e sono davvero felice che le ragazze stiano animando la pagina Facebook del #BBB con tanti post dedicati. Presto tornerò anche io a partecipare come si deve; ma nel frattempo vi consiglio di andare a dare un'occhiata.

C. Caffè
Uno dei miei grandi amori. Berne una tazza in tranquillità, con un po' di latte, è uno di quei riti mattutini che mi fa iniziare la giornata con il piede giusto.

D. Digitale
Ultimamente mi sto affidando moltissimo ai device digitali per leggere. Ho un e-reader nuovo, un Bookeen, con cui mi trovo benissimo; e il servizio di prestito digitale delle biblioteche ha fatto il resto!

E. Editing
Lo sapete, il lavoro redazionale è ciò che amo fare. Quest'anno ho avuto la possibilità, grazie alla fiducia di una persona che ringrazio di cuore, di poter lavorare all'editing di un gran bel romanzo, scritto da un'autrice dalla penna notevole. Presto comincerò a parlarvene, quando saremo più sotto la data di pubblicazione: sono davvero emozionata all'idea, e soddisfatta.

F. Facebook
Da un po' di tempo sto riflettendo sull'idea di aprire una pagina Facebook dedicata al blog. Potrebbe essere un modo per rimanere più attiva, ma ho qualche dubbio. Quindi ho pensato fosse meglio chiedere direttamente a voi!


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G. Goodreads & Anobii
Immagino sappiate già tutti che Anobii sta vivendo un periodo un po' complicato, tra aggiornamenti e bug, e molti ora si sono trasferiti su Goodreads. Io sono sempre su entrambe le piattaforme, anche se Anobii non è aggiornatissimo (un'altra cosa di cui mi devo occupare); voi ci siete? Io trovo siano piattaforme molto utili per scoprire titoli nuovi e per tenere traccia delle proprie letture, senza contare l'interazione con altri lettori. I miei profili li trovate in alto a sinistra qui sul blog, dove ci sono le icone dei social.

H. (l'H è muta)

I. Instagram
Sempre in ambito social, ultimamente mi piace molto cercare ispirazione anche tra i profili di Instagram dedicati ai libri. Ho pensato di consigliarvene qualcuno che ultimamente seguo con piacere; tutti nomi che, se girate un po' per il cosiddetto #bookstagram, sicuramente già conoscete, ma mi fa piacere comunque segnalare queste ragazze che sanno parlare di libri con tanta passione:



L. Lista dei desideri
Non so voi, ma io ho un file excel (esportato illo tempore da Anobii) dove ho segnato tutti i titoli che mi piacerebbe leggere, più una lista a scorrere sul telefono per quando sono in libreria e sto sbirciando tra gli scaffali. Però... ho come l'impressione che sia piena di libri che magari volevo davvero leggere, però cinque anni fa, e non ora. Temo che presto ci sarà bisogno di una bella sfoltita. Voi come gestite i vostri desiderata?

M. Mare
C'entra poco o niente coi libri, ma che volete farci, l'autunno è ricominciato eppure a me manca tanto il mare. Per fortuna prestissimo sarò in un posto con molte spiagge... ma saprete solo tra poco dove!

N. Numeri
Quest'anno, complice il lavoro e tante altre cose, ho letto un po' meno rispetto al passato. All'inizio mi spiaceva molto: mi sembrava di aver perso qualcosa. Ma ora ho fatto pace con me stessa: se voglio leggere i libri con l'attenzione che meritano, devo dedicarmici col giusto spirito. Non ha senso fare sprint solo per il gusto di dire "ho letto tot pagine", no? Meglio godersi ciò che ci passa tra le mani. Così, anche se per il momento ho letto una trentina di libri, e quindi l'obiettivo di leggerne cinquanta è un po' sfumato, mi ritengo comunque soddisfatta dei miei numeri.

O. Orwell
Al momento è l'autore del libro che sto leggendo: La strada di Wigan Pier. Un'indagine sulla vita dei minatori e degli operai nel Nord dell'Inghilterra, negli anni tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Un testo attualissimo sotto molti, tristi punti di vista, e di cui vorrei provare a parlarvi quando l'avrò finito. La mia edizione è un Oscar Mondadori un po' datato, e questo si sente nella traduzione; ma fortunatamente non va a detrimento dell'esperienza di lettura.

P. Pagine
Sì, lo so, ho  appena detto che i numeri non sono importanti; però giocarci è divertente lo stesso, no?
Per curiosità sono andata a vedere su Goodreads il libro più lungo che ho letto, per ora, quest'anno, e il premio va a Il profumo del caffè di Anthony Capella, con 528 pagine. Una lettura corposa, bellissima e appassionante, che mi ha fatto compagnia quest'estate. Qual è il "mattone" più consistente che avete letto quest'anno?

Q. Quaranta virgola cinque per cento
La percentuale di persone che ha letto almeno un libro in Italia lo scorso anno. Sono già state dette tante parole in proposito, quindi non mi dilungherò. Ma è un dato su cui chiunque voglia lavorare in editoria deve riflettere, pur con tutte le migliorie che si potrebbero portare al sondaggio Istat (una migliore comprensione della lettura in formato digitale, ad esempio).

R. Radio
Ho sempre amato molto la radio, fin da quando mio nonno metteva Radio3 la mattina, al mare. E ora posso dire, a modo mio, di fare un po' parte di questo ecosistema: da qualche tempo, infatti, collaboro con i ragazzi di Un giorno così, programma di Radio Cantù che va in onda il sabato pomeriggio, curando per loro una piccola rubrica letteraria che si chiama La Scorza - Radiografia di un libro! Andare in onda in diretta è sempre un'emozione, ma i ragazzi sono fantastici e quindi la paura passa in un battibaleno. Trovate tutto quel che serve sapere per ascoltarli sulla pagina Facebook del programma; io mi unisco sempre tra le 15 e le 15.30!

S. Scelta
Negli scorsi mesi ho preso una scelta importante. Ho deciso di dedicarmi anima e corpo alla correzione bozze e all'editing, al lavoro redazionale; e posso quindi dirvi, non senza un po' d'emozione, che ho cambiato lavoro ed è questa ora la mia professione. Ancora agli inizi, certo: ma non sapete quanto mi rende orgogliosa dirlo. Si può dire che è tutta la vita che studio e mi impegno per raggiungere questo obiettivo, e non vedo l'ora di portarlo avanti e continuare a migliorare sempre di più.

T. Timori
Il che vuol dire che ho deciso di approcciarmi a questo cambiamento alla leggera? Ovviamente no. I timori c'erano e sono comunque necessari per una riflessione completa. Ma sono certa di aver comunque preso la giusta decisione. E quindi, vamonos!

U. Ultimo libro letto
L'ultimo libro che ho finito e di cui posso parlare è Albion, di Bianca Marconero. Mi hanno incuriosita gli ottimi giudizi letti su vari blog e devo dire che questo riscrittura arturiana si è rivelata una lettura piacevolissima e avventurosa. Il pubblico di riferimento è chiaramente quello dei giovani adulti e della produzione YA, ma credo che anche gli adulti alla ricerca di qualche ora di svago sapranno trovarvi elementi d'interesse. Io mi sono appassionata alla ricerca degli indizi relativi al mito originale nel corso del testo, e sono curiosa di capire che direzione prenderà la storia nei seguiti.

V. Viaggio
Infine, giunge l'ora di dirvi dove andrò in viaggio. Ebbene, la vostra Camilla tra pochissimo partirà per andare dall'altro lato dell'Atlantico, per atterrare in Brasile! Farò un giro della parte sud del Paese con un gruppo di amici e sono esaltata e agitatissima allo stesso tempo. Sarà davvero una grande avventura!

Z. Zaino in spalla
Zaino in spalla quindi, e senza indugi! Se c'è qualche libro di autore brasiliano o di ambientazione brasiliana che volete consigliarmi per un'immersione totale ancor prima di partire, ogni consiglio è benaccetto!

Vostra,

Cami