domenica 22 gennaio 2017

Tre gradi (#14)

Miei cari lettori e lettrici,
ormai sapete che Tre Gradi è tra i miei appuntamenti preferiti. Mi piace parlare dei libri che vorrei leggere, scoprire i collegamenti più curiosi tra loro, e soprattutto mi piace sapere cosa ne pensate. Quindi bando alle ciance, e cominciamo!

PRIMO GRADO
Il libro che ho scelto è...

La donna che collezionava farfalle di Bernie McGill 2011 - Bollati Boringhieri (The Butterfly Cabinet - 2010 - Headline Review)
Irlanda del Nord, 1892. Charlotte Ormond, quattro anni, viene trovata morta nella stanza del guardaroba della dimora di famiglia. Ha le mani legate con una calza annodata a un anello infisso nel muro. La piccola si è strangolata nel tentativo di liberarsi. A chiuderla lì dentro è stata la madre Harriet, mettendo in atto i rigidissimi principi educativi in cui crede: la situazione le è sfuggita di mano, la sua colpevolezza è evidente, ma le cose sono davvero andate nel modo che appare più ovvio? Sessanta anni dopo, Maddie, la vecchia tata di Charlotte, nel ricevere una lettera di Anna, l'ultima discendente degli Ormond, capisce che è giunto il momento di confessare un segreto che serba ormai da troppo tempo: solo lei sa cosa accadde veramente nell'ultimo giorno di vita di Charlotte. Al racconto di Maddie si alternano le pagine del diario che Harriet Ormond ha scritto in carcere dopo la condanna con cui si è concluso il processo a suo carico. Due voci potenti e straordinarie, quella arcaica, intrisa di spunti gotici, della popolana Maddie, e quella secca, tagliente, aristocratica di Harriet, una donna fiera e indipendente, algida e volitiva, incapace di scendere a compromessi. La piccola comunità del luogo è stata pronta a giudicarla, ma il suo diario rivela una realtà ben più complessa.
Perché è nella Lista dei Desideri? Le storie con un mistero che si snoda attraverso due punti di vista mi sono sempre piaciuti; se poi l'ambientazione è l'Irlanda di fine Ottocento, inizio Novecento, i miei sensori cominciano a mandarmi forti riscontri (vedasi il mio entusiasmo per Il segreto). Oltretutto si affronta - o almeno così sembrerebbe - l'educazione e il rapporto coi bambini in epoca tardo vittoriana, un argomento sempre foriero di forti spunti di riflessione (anche su quanto sono stati profondi i cambiamenti in questo campo).

SECONDO GRADO
Harriet Ormond è una donna "fiera e indipendente", "volitiva", "secca, tagliente": tutti aggettivi che, in un modo o nell'altro, ho sentito riferire anche alla protagonista del prossimo romanzo.

Olive Kitteridge di Elizabeth Strout 2009 - Fazi (Olive Kitteridge - 2008 - Random House)
In un angolo del continente nordamericano c’è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull’Oceano Atlantico c’è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È lì che vive Kitteridge, un’insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell’animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull’altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: «Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi».
Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un’altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo “romanzo in racconti”, del Premio Pulitzer 2009.
Perché è nella Lista dei Desideri? In parte per il Pulitzer, in parte perché molti lettori dei cui gusti mi fido ne parlano benissimo, con motivazioni valide e citazioni che mi hanno dato buone vibrazioni. E poi perché è uno di quei libri che sembrano imprescindibili per capire alcuni dei movimenti della letteratura americana contemporanea.

TERZO GRADO
A proposito di Pulitzer: sapete chi altri lo ha vinto? Proprio il libro che segue.

La strada di Cormac McCarthy 2007 - Einaudi (The Road - 2006 - Alfred A. Knopf)
Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita. Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo. E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore. 
Che cosa resta quando non c'è più un dopo perché il dopo è già qui? Generazioni di scienziati, mistici e scrittori hanno offerto in risposta le loro visioni di luce e tenebra. Ci hanno prospettato inferni d'acqua e di fuoco e aldilà celesti, fini irrevocabili e nuove nascite, ci hanno variamente affascinato o repulso, rassicurato o atterrito. Nell'insuperabile creazione mccarthiana, la post-apocalisse ha il volto realistico di un padre e un figlio in viaggio su un groviglio di strade senza origine e senza meta, dentro una natura ridotta a involucro asciutto, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile. Restano dunque, su questa strada, esseri umani condannati alla sopravvivenza, la loro quotidiana ordalia per soddisfare i bisogni insopprimibili e cancellare gli altri, la furia dell'umanità tradita e i residui, impagabili scampoli di piacere dell'essere vivi; restano i cristalli purissimi del sentimento che lega padre e figlio e delle relazioni che i due intessono fra loro e con gli altri, ridotte all'estrema essenza nella ferocia come nella tenerezza. E restano le parole, splendide, precise, molto più numerose ormai delle cose che servono a designare; la prodigiosa lingua di McCarthy elevata a canto funebre per «il sacro idioma, privato dei suoi referenti e quindi della sua realtà». Resta dell'altro, un residuo via via più cospicuo in mezzo al niente circostante: resta un bambino che porta il fuoco e un uomo che lo protegge dalle intemperie del mondo semimorto con implacabile amore, uomo e bambino tradotti in ogni Uomo e ogni Bambino, con responsabilità e ruoli che inglobano e trascendono quelli dei singoli individui. E resta, perciò, uno sguardo discreto in avanti e forse in alto, oltre a quello nostalgico voltato a rimirare il regno dell'uomo così come lo conosciamo. In questa risposta di McCarthy - epica, elegiaca, mitica, profetica, straziante, universale - resta perfino l'imprevedibile: un'affettuosa quotidianità che consola e scalda il cuore.

Perché è nella Lista dei Desideri? Potrei dire tante cose, ma in realtà c'è perché leggendo la trama, guardando le varie copertine, ho una sensazione alla bocca dello stomaco che mi dice che sarà meraviglioso e straziante, qualcosa che saprà commuovermi tanto per la storia quanto per la bellezza della scrittura. E quindi mi fido e aspetto il momento adatto per buttarmici dentro.

E anche per questo appuntamento è tutto. Avete anche voi alcuni di questi libri nella lista dei desideri? Oppure, se li avete già letti, me li consigliate?

Intanto io vi auguro buone letture!


Cami

sabato 14 gennaio 2017

Il viaggio di Lea - Guia Risari

Titolo: Il viaggio di Lea
Autore: Guia Risari

Anno: 2016

Editore: Einaudi Ragazzi
ISBN: 978-88-6656330-3

Pagine: 225

Trama: Lea è una bambina di dodici anni che ha perso i genitori da poco. Il nonno non le fa mancare affetto e comprensione, ma lei ha smesso di parlare, e si chiede il senso di ciò che accade nella vita, e nella morte. Sarà l'incontro con un gatto speciale, e un viaggio alla scoperta di sé, che la porteranno verso una meta e una risposta inaspettata.




Pencil-icon.pngLibro ricevuto dall'autrice. Quello che segue è il mio onesto parere.

Per quanto non sia il mio ambito di pertinenza, al contrario di altri lettori che potete trovare in rete, cerco sempre di leggere almeno uno o due libri per bambini all'anno. In parte per motivi professionali: conoscere i maggiori autori disponibili in libreria, o al contrario, le piccole gemme che stanno lentamente facendo breccia, aiuta a rendersi conto della direzione in cui si sta muovendo un settore. Ma, vi tolgo subito ogni dubbio, li leggo in (gran) parte per piacere, perché un buon libro per bambini sa essere, spesso, un balsamo in grado di restituire - a me, ma non credo di essere l'unica - un approccio di ritrovata semplicità, spesso unito a una punta di ottimismo.
Ma per fare questo, appunto, deve essere un buon libro. Deve tenersi lontano dalle stucchevolezze inserite a forza e cercare l'avventura - non per forza fantastica; anche le imprese del quotidiano hanno valore - per presentare a me, e ai piccoli lettori, la possibilità di immergersi in un'altra vita. Deve fare tante domande, e spronarne di nuove, e se danno risposte devono essere tali per cui ci penso e ci rimugino fino a quando non sono piena di altre domande. Deve stuzzicare la fantasia e far scoppiare le immagini nella testa. E deve spingere il piccolo lettore a dire "Un'altra pagina e arrivo, una sola" (promessa ovviamente disattesa).
Non deve compiacere il genitore, perché non ne ha bisogno; d'altronde già lo sappiamo, che un buon libro è buono per tutti, senza distinzioni d'età.

E dunque, questo preambolo per cosa?, vi starete chiedendo. Per dire, in poche parole, che Il viaggio di Lea rispetta tutti i punti di questo mio piccolo, personalissimo canone.


Guia Risari fa intraprendere a Lea e Porfirio, splendido gatto rosso con gli occhi come "arance mature" (p.7), un viaggio di scoperta, di sé e di alcuni dei dubbi esistenziali che da sempre caratterizzano l'uomo, e lo rende esplicito e interno alla storia, piuttosto che nasconderlo dietro a degli eventi metaforici. D'altronde, non poteva essere altrimenti, visto che Lea è orfana, e muta per scelta dopo aver perso i propri genitori in un incidente d'auto: il viaggio è una sua decisione, presa per cercare di capire perché, a volte, la morte arriva, il dolore colpisce, la vita sorprende. Perché "delle volte, dentro di [lei], ci sono solo domande" (p. 105), e la spinta a cercare delle risposte è più forte di ogni cosa. 
Il tutto senza stucchevolezze e con la volontà di dare prospettive diverse, e pensieri su cui riflettere, attraverso gli incontri che Lea fa con un'umanità varia, un po' inquietante e un po' divertente, un po' buona e un po' cattiva: a me, per dire, sono tanto piaciuti la cartomante e lo strano gruppo di ladri, che hanno dato rispettivamente un alone misterico e parodistico al loro incontro con Lea, fornendo alla nostra giovane protagonista nuovi pezzi per la sua personalissima riflessione sul mondo. 

E i temi, profondi e d'interesse universale, sono trattati in maniera leggiadra, ma non banale o diminutiva; sottolineano un rispetto per tutti i lettori, bambini o meno, che si pongono domande sul senso di ciò che viviamo e di ciò che ci circonda.
Un rispetto e un attenzione che si ritrovano anche nelle scelte stilistiche e lessicali: attraverso un uso vario e il sapiente dosaggio di registri diversi, si presentano al lettore coetaneo di Lea parole nuove, precise e curiose, e al lettore più cresciuto un testo che non risulta in alcun modo semplicistico. Una caratteristica che mi sta molto a cuore, e che sono felice di aver ritrovato in questo libro.

Nell'affrontare questo viaggio e le conoscenze che porta, come accennavo all'inizio, Lea non è mai sola (per fortuna sua, dato che le restituirà anche la parola, e nostra), ma ha un compagno degno dei più famosi aiutanti magici: Porfirio, gatto saggio e parlante, diffidente e affettuoso, magico, ma forse in fondo non molto più degli altri gatti. Con un'entrata in scena che mi ha prima rattristata (per la storia che lo porta tra le braccia di Lea) e poi molto divertita, si presenta subito come una creatura dalle profonde conoscenze e dai poteri particolari, eppure rimane sempre, definitivamente gatto. Non è mai un umano dentro il corpo di un animale; è un felino, che si comporta come tale, e che decide di parlare con Lea perché vede in lei uno spirito affine (ma forse non allo stesso livello - d'altronde, come tutti i gatti, pensa che difficilmente qualcuno possa esserlo). Se rivedersi nei dubbi di Lea è ciò che ci fa immedesimare in lei, leggere le risposte - a volte enigmatiche, a volte ironiche, a volte chiare e dritte al punto - di Porfirio è l'altra metà di ciò che ha reso questo viaggio così interessante e divertente. 

Per me, dunque, seguire Lea in questo percorso è stato un vero piacere. Non posso che consigliare questo libro a chi vuole donare ai piccoli umani presenti nella propria vita un libro appassionante, divertente e intelligente; così come a quegli adulti che, come me, ogni tanto tornano volentieri dall'altro lato della barricata, e ne escono soddisfatti. 
E faccio i miei più cari auguri di buona fortuna all'avventura di Lea che, a ragione, è stata nominata tra i cinque libri in lizza per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi, categoria 11+: qui, cara Guia, si tifa per te. 

Voto:

                                   8,5



Frasi e citazioni che mi hanno colpita...
  • - Calma, ragazza mia, calma. Prima di tutto, impara una regola. Se vuoi sapere qualcosa, fai una domanda alla volta. E poi, un altro consiglio: non chiedere mai cose a cui puoi rispondere da sola.
  • Non era solo una questione di stile e tantomeno di calligrafia (anche se Lea non aveva una bella scrittura). Ci voleva un'arte speciale per usare le parole giuste e mostrare le cose nella loro semplicità, anche quando erano complesse, per instaurare un dialogo, anche quando l'altra persona non poteva rispondere, per andare in contro alle sue aspettative e accarezzare la sua immaginazione, anche quando il destinatario della lettera aveva smesso di sperare.
  • - Però devi giurarmi di non stare ad ascoltare dietro la porta.
    Lea promise di non origliare le letture di Mizel.
    - Si tratta delle vite dei miei clienti. Non devi mescolarti ai loro dispiacere e alle loro speranze. Ognuno ha i suoi...
    Lea l'ascoltava attentamente.
    - Non voglio dire che sia come un raffreddore, no. Eppure è indubbio: c'è una sorta di contagio che fa sì che la gente assorba le preoccupazioni degli altri. Il guaio è che poi si perde e non sa più chi è e cosa vuole...
  • - Dove lo trovi, - gli chiese improvvisamente, - il tempo di pensare?
    - Perbacco, è il mio lavoro! - esclamò Porfirio indignato.
    - Non lo sapevo...
    -Sì, le vedi queste due orecchie? La prima è per ascoltare i pensieri degli altri. La seconda per ascoltare i miei -. Era tutto impettito.
  • - [...] Però forse quella gente ha bisogno, per un certo periodo, di sperimentare un altro modo di vivere e pensare, di avere altri paesaggi negli occhi, di accogliere altre leggi nel proprio cuore. Tutto questo è un cambiamento che può migliorarli.
    - E in che modo?
    - Mettendo in dubbio il valore assoluto delle regole e svelandone la natura arbitraria. Ogni modo di vivere si presenta come perfetto, un modello per gli altri. Cambiando vita, si mettono in dubbio anche i criteri che l'hanno ispirata. Si cerca qualcos'altro.
  • - Vedi, se un antico egizio e un contemporaneo s'incontrassero ora, il loro problema sarebbe essenzialmente l'incapacità di comprendersi. Non perché parlano lingue diverse, ma perché hanno modi diversi di riferirsi all'essenziale. Il cibo, la casa, gli affetti, la discendenza, il lavoro sono sempre gli stessi, quello che cambia è la provenienza. Per l'egizio tutto questo era un dono divino, un mistero; per il contemporaneo, invece, è un risultato, il frutto dei suoi sforzi. E così, anche se entrambi considerano queste cose essenziali, non si capiranno mai.

P.S. un'ultima menzione anche a Iacopo Bruno, le cui illustrazioni decorano l'inizio di ogni capitolo, dandogli ulteriore bellezza.


domenica 8 gennaio 2017

Dove eravamo rimasti? Ovvero, cos'ho fatto in questi mesi, e cosa spero di fare nei prossimi

Care lettrici, cari lettori,

comincia un nuovo anno e come sempre, come tutti, mi ritrovo a pensare a quel che è successo nel 2016 appena passato e a quello che potrebbe accadere nel neonato 2017. Vi ho già parlato delle letture più interessanti dell'anno scorso, quindi vorrei sfruttare questo inizio per raccontarvi un po' - visto che non ho pubblicato molti post negli ultimi mesi - di quel che sto facendo e di quel che vorrei fare nei prossimi dodici mesi.

Vi accennavo qualche tempo fa del mio stage presso il Giornale della libreria, che ora si è tramutato in una collaborazione più stabile. Scrivo articoli e notizie per il sito (e il giornale cartaceo) e devo dire che, nel corso dei mesi, ho trattato tanti argomenti, anche molto vari tra loro: da quelli più simpatici (come la macchina tedesca con cui si potevano scambiare i brutti regali di Natale con dei libri, o la giornata in cui si poteva pagare un caffè con una poesia) a quelli più seri (come le dispute sul diritto d'autore per il diario di Anna Frank o le accuse di sessismo al festival di Angouleme). Ho anche potuto fare molte interviste, che mi hanno permesso di parlare e confrontarmi con persone che con passione e impegno si dedicano al proprio lavoro (in certi casi dandomi un esempio a cui pensare per il mio futuro): curatori di festival, editori di narrativa e saggisticaartigiani, grafici, librai, e persino una sceicca emiratina. Insomma, è stato un periodo pieno.

Poi con alcuni amici conosciuti al Master ho dato vita a piedipagina, un collettivo (presto associazione) con cui organizziamo passeggiate e itinerari letterario-editoriali alla scoperta di Milano. Un impegno che mi diverte moltissimo, che mi ha avvicinata a belle persone - non ultimi i miei stessi compagni di Master - e che mi sta dando tanto. 

E dunque, il 2016 l'ho passato soprattutto scrivendo. Leggendo anche, benché meno di quanto avrei voluto. Mi è mancato l'editing però, tanto; e rimane sempre il mio obiettivo lavorativo (far parte di una redazione, infatti, è sempre il mio sogno). Infatti sono veramente felice di quello che sto facendo nell'ambito del progetto Tansilvania (ve ne ho parlato qualche mese fa, e sono poi stati annunciati i vincitori) e di cui spero di parlarvi meglio nel corso dell'anno.


Cosa posso propormi, perciò, per questo 2017 appena cominciato? Tante cose, senz'altro; e non mancano anche i buoni propositi, per la vita e per la lettura. Visto che in fondo siete qui per i libri, non vi ammorberò coi primi e passerò direttamente ai secondi.
Nei prossimi mesi vorrei riuscire a leggere almeno 55 libri; poco più di uno a settimana. Non è un obiettivo troppo difficile, soprattutto se eviterò di incantarmi davanti al telefono, com'è capitato a volte quest'anno.
Inoltre, vorrei continuare a far diminuire la pila di libri che già mi attende in casa. Non perché voglia vietarmi di prenderne di nuovi, ma perché in fondo quelli che già ho meritano attenzione; oltretutto, in molti casi mi aspettano da talmente tanto tempo che non capisco nemmeno più cosa mi abbia spinto a prenderli... Quindi urge fare un repulisti, per dare spazio a nuovi libri, sicuramente più nelle corde della persona che sono oggi. Sarei felice di finire l'anno con meno libri in attesa di quanti ne ho ora.
Poi vorrei tornare a parlare qui delle mie letture con più costanza. Scriverne mi aiutava a decifrare pensieri ed emozioni, e mi manca la chiarezza che ne traevo, anche grazie al dialogo che prendeva vita nei commenti.

Questo è tutto. Pochi obiettivi e senz'altro raggiungibili, quindi m'impegnerò al massimo perché l'anno prossimo possa orgogliosamente dire di averli rispettati tutti.

E spero che voi, come sempre negli ultimi sette anni, mi farete compagnia nel mio viaggio.

Con affetto,

vostra

Camilla

venerdì 30 dicembre 2016

Un anno in pillole: libri e letture del 2016

Miei cari lettori, mie care lettrici,

un altro anno è passato - o per lo meno, sta per salutare tutti e finire. Non starò a fare discorsi sul tempo che vola, su come il 2016 sia scivolato via, perché insomma, son cose che pensiamo tutti; e non credo sia necessario ripetere. Piuttosto, vorrei sfruttare questo ultimo momento dell'anno, quest'ultimo scampolo, per parlarvi un po' dei libri che ho letto nei dodici mesi passati.
Avendo scritto poco - e me ne dolgo - non ho avuto modo di presentarvi molti di questi titoli. Ma se vi incuriosiscono, se vi fanno venire voglia di sapere qualcosa di più, scrivete nei commenti e farò in modo di approfondire i miei giudizi che, per amor di brevità, ho riassunto in un best of visivo, come l'anno scorso. Per me è stato un anno di poche letture, rispetto al solito, con qualche picco e delle voci nuovi particolarmente interessanti, che spero di incontrare di nuovo molto presto.

 

Per quanto riguarda i buoni propositi per l'anno nuovo, ho intenzione di parlarne con più calma nel prossimo post mensile; come sempre le idee e le intenzioni non mancano. E come ogni anno, ci sarà poi modo di vedere cos'è effettivamente realizzabile. 

Tornando ai libri: che ne pensate dei migliori del mio 2016? Ne avete letto qualcuno? E quali sono state le vostre letture più notevoli quest'anno? Sono curiosa di scoprire i vostri titoli e prendere spunti per scegliere i prossimi libri da leggere.

Un abbraccio e buone feste!

Vostra

Cami

venerdì 16 dicembre 2016

Book Bloggers Blabbering | Intervista a Simona di Letture Sconclusionate


Da un'idea di clacca è nato ufficialmente il BBB (Book Bloggers Blabbering). Cos'è? 11 blogger si raccontano. Ogni settimana una di loro verrà intervistata da un'altra blogger e ospitata sulla sua pagina. 11 settimane per scoprire qualcosa di più sui bookblog e sopratutto sulle loro creatrici!

Miei cari lettori, mie care lettrici,

dicembre avanza a passi lunghi e questo 2016 sembra avviarsi sempre più alla conclusione; così come si conclude qui su Bibliomania, dopo undici settimane e undici interviste, il BBB. Un piccolo momento di condivisione che sta dando vita a progetti interessanti e a collaborazioni sempre nuove, oltre ad aver fatto scoprire alcuni blog interessanti a tanti nuovi lettori. Sono felicissima di far parte di questa iniziativa, di essere stata intervistata dalla mia carissima Leggivendola, e oggi di potervi presentare una blogger che sicuramente vi è già capitato di incrociare altrove, visto che è un uragano di idee e progetti: Simona Scravaglieri di Letture Sconclusionate. Quindi ora mi taccio e lascio la parola a lei!



Com'è iniziata la tua avventura da lettrice?

Io ero la classica predestinata: figlia di una mamma lettrice appassionata e nipote di una maestra elementare.  Potevo scappare dal mio destino? Per nulla. Avevo tempo libero perché da noi la tv di poteva guardare solo un'ora al giorno divisa a metà con mio fratello e per il resto erano libri. Certo mia madre era accorta, nella libreria in camera alla mia portata aveva messo solo i libri che avrei potuto leggere gli altri erano in alto. e così con Piccole donne ho scoperto precocemente Orgoglio e pregiudizio della Austen e anche La figlia del capitano di Puskin... salvo poi scoprire al liceo che non erano scrittori di storielle!

Il luogo in cui Simona lavora sui post e su tutto ciò che riguarda il blog

Com'è nata l'idea di aprire un blog e condividere le tue letture con un pubblico?

Come ho visto rispondere un po' a tutte, il motivo principale è che io non ho molte persone con cui condividere questa passione. Racconto spesso la storia di un paio di colleghe di ufficio che parlavano di un film bolliwoodiano, di cui mi sfugge il titolo, che era l'ennesima variazione di Orgoglio e pregiudizio. Si stupirono, quasi si scocciarono quando feci notare loro che  da che libro prendeva spunto quel film e quello di Bridget Jones e rimasero interdette quando seppero che la Austen era morta! Ecco il mio unico contatto all'epoca erano amici lontani e mia madre che condivideva con me libri... avevo necessità di variare e di creare uno spazio che allora mi sembrava mancasse... quello di un blog che parla chiaro sui libri che propone e che non si spaventa a stroncare un libro quando proprio non va. Per fortuna i libri no, non sono stati tanti, ma ci sono... e riscriverei quelle recensioni parola per parola. Ogni lettore è come un amico e io ad un amico non darei mai una fregatura.

Qual è il tuo libro del cuore e perché ce lo consiglieresti?

Io non ho un solo libro del cuore ma ne ho tanti e di tutti un pezzo. Se proprio dovessi fare una selezione, ed è dura te lo assicuro, è Un genio nello scantinato perché nonostante siano più di tre anni che l'ho letto io ancora ogni tanto mi scopro a cercare notizie su Simon Norton che è diventato grazie ad Alexander Master uno di famiglia. E se dovesi incuriosirti e andare in libreria, io ti consiglio caldamente di non sfogliarlo, prendilo, portalo a casa chiuso e comincia dalla prima pagina. Lasciati stupire dalla delizia che è inserita lì dentro fra immagini e disegnini. Alla fine saprai un po' della teoria della Simmetria (Simon è un matematico molto particolare) e scoprirai solo alla fine quanto è stato gradevole stare con loro mentre litigano per scrivere e non scrivere questa biografia. Alla fine saprai anche cosa significa quando Calasso del catalogo Adelphi dice che: ogni libro scelto per il catalogo è un'esperienza unica e irripetibile. E in questo ho fatto torto alla mia amata Cohen, alla Monnier, a Salamov, Flaiano, Herling e via dicendo...

Dietro le quinte: come si svolge la giornata tipo di una bookblogger?

Caos organizzato è la definizione giusta. Io abito a 50km dal mio ufficio. Questo comporta che per andare io ci metta tra un'ora e un'ora e mezza e a tornare invece oscilli fra l'ora e mezza e le le due e mezza.  Noi in casa siamo in tre io e i miei due gatti, quindi la giornata parte con quattro paia di zampe che mi si piazzano negli spazi intercostali e la sveglia che suona furiosamente, io che scendo in cucina e mi faccio il caffè e metto il mangiare ai gatti e che torno su con il caffè a letto e ascolto le video recensioni metre mi finisco di svegliare, mentre mi lavo, pulisco le lettiere rabbocco le ciotole dei gatti. Alla fine spengo tutto ed esco per far ritorno fra le 18:00 e le 19:00 arrabbiata come un picchio perché non sono riuscita a leggere in coda (non le fanno più le code ferme di una volta!)  che ricomincio, pulisco lettiere, preparo la mia cena, metto quella dei gatti, mangio e risaliamo su, con le loro ciotole il mio tè e l'immancabile lista di cose da fare... la recensione, il dal libro... il libro da finire... poi passo davanti alle pile che ho sulla scrivania e mi dico che non mi sto impegnando abbastanza... alla fine leggo due righe e poi audiolibro per dormire letto, sonno... e domani è un altro giorno. Il sabato e la domenica va meglio decisamente: l'alzataccia mi tocca con due fameliche bocche da sfamare ma poi torno su e per mezza mattinata navigo tra scrivania e libri leggo le recensioni di altri blogger, vedo anche le video recensioni che mi sono persa in settimana mentre filo il cotone (sì non indaghiamo, mi rilassa come anche fare moltissime altre cose), poi verso le 11:30 passo dal livello abbrutimento a quello umano, lavandomi e vestendomi per sistemare e riposarmi ogni tanto leggendo qui e lì...  questo è il mondo dietro la mia porta :)

Un vantaggio e uno svantaggio di essere una bookblogger...

Il vantaggio è l'opportunità di conoscere gente che ha la tua stessa abitudine di uscire con due libri e magari l'ereader senza che ti piglino per pazza... che non si stupiscano vederti tornare indietro per una vetrina, n on di vestiti, ma di libri per vedere quali uscite spingono le librerie... e avere amiche che hanno gusti diversi dai tuoi che ti tengono sempre informata su tutto. Lo svantaggio è che ieri ero una principiante che voleva imparare in un mondo di gente che aveva poca voglia di condividere, oggi sono ancora una che impara ogni giorno una cosa nuova e che viene vista come "quella... chi si crede di essere!". Ecco, dopo tutta la fatica fatta in questi anni, questa cosa non mi dovrebbe toccare e invece mi ferisce sempre. In parte perché non ci si sente mai in un punto dove ci si può sedere e vivere di rendita e in parte perché da ieri ad oggi sono cambiata solo in numero di amici e non come persona. Che venga giudicata è normale ma che questi giudizi prescindano conoscenza della storia personale o del proprio percorso è una cosa che ancora oggi accetto poco.

Parlaci di BlogNotes a Più Libri Più Liberi. Da chi è nata l'idea? Come si è sviluppata? Ma soprattutto, come ti è venuto in mente di accettare e di essere costretta a vagare per la fiera con la tendinite per il numero di tweet e condivisioni da fare per un progetto del genere?

BlogNotes è una realtà che c'è già da un paio di anni se ho ben capito ed è capitanata da Laura Ganzetti de Il tè tostato, che ho conosciuto a Torino. E' lei ad avermi assoldata e visto che l'anno scorso avevo due amiche che lo facevano e ne erano entusiaste (Libri in valigia e Librangolo Acuto) mi sono lasciata tentare. Non è stato tanto complicato correre di qua e di là quanto trovare una spina per attaccare Ipad e cellulari... però è stata una bellissima esperienza che rifarei anche la settimana prossima (questa me la prendo di riposo!) perché ho avuto l'occasione di incontrare vecchi e nuovi amici negli stand e di conoscere meglio alcune realtà editoriali di cui mi interessa parlare.

Sul tuo blog si pubblicano anche dei fantastici cruciverba. Ora, io sono un'appassionata della settimana enigmistica, e ho una malcelata cotta per i Bartezzaghi. Dunque: come li inventi? E perché? E quali sono i tuoi giochi enigmistici preferiti? (Io amo le parole crociate senza schema)

I cruciverba! Quelli sono un'idea che mi era venuta per festeggiare il mio primo anno da blogger seria! Erano in pochi quelli che mi seguivano e infatti alcuni libri sono rimasti a me... quelli invece di quest'estate sono stati organizzati in maniera più seria utilizzando Amazon come ente di acquisto e consegna in loco (Si vede che per lavoro mi occupo di pianificazione e acquisti? No, eh?). I cruciverba nascono da un libro che voglio inserire e da lì, manualmente inserisco personaggi, autori, case editrici e alla fine tutti gli acronimi. Se sono stata brava, gli acronimi sono pochi... altrimenti non mi sono impegnata tanto! Diciamo che nascono come un modo giocoso per riesumare titoli dei libri che non sono appena usciti, case editrici poco frequentate o autori sconosciuti e farli conoscere; io spero sempre che, cercando la risposta della definizione qualcuno si faccia affascinare dal libro o dall'autore. Il mio gioco enigmistico preferito sono le parole crittografate... sono una donna contorta...lo so!

L'ultimo cruciverba creato da Simona


Raccontaci la cosa di cui sei più fiera che ha avuto luogo/ti è capitata/hai fatto come blogger.

Ecco questa è una domanda un po' complessa. In effetti faccio la blogger da un po' ma sono solo tre anni che lo dico apertamente... prima mi limitavo a sussurrarlo come fosse una malattia. Se ne posso inserire solo una... Massimo Roscia e La strage dei congiuntivi scelto e comprato con Nereia solo per il titolo a Più libri 2014, letto, amato e recensito circa un mese e mezzo dopo...che ancora gira l'Italia per le presentazioni... Che posso dire, ho fiuto con Nereia vicino, ogni tanto prendo anche qualche cantonata... ma di solito ci prendo!

Hai mai pensato di convertirti a un'altra forma social (tipo solo Instagram, solo Facebook, solo Twitter)?

Una sola? Una di numero? Nooooo, giammai! Nonostante io non sia una ficcanaso e non guardi le bacheca altrui per vedere quello che fanno o dicono gli altri, non riuscirò mai a togliermi questo vizio di provarmi in un nuovo social che potrebbe essere il mio social... così praticamente mi si trova dappertutto. Non mi piace dire le cose a vanvera, o pubblicare quel tot di volte al giorno per supplire alla regola che dice "che ci sei solo se ti fai vedere tre volte al dì prima e dopo i pasti". Non solo il tipo da fare domande ovvie o da raccontarti minuto per minuto quello che faccio e quello che dico. Per me il social è un momento in cui scopro nuovi libri, o in cui posso leggere di nuovi libri o anche guardare i gattini altrui e non meno importante posso avere i miei 5 minuti di sfogo nei momenti di bassa. Sfoghi divertenti eh?! non sono il tipo da mandar maledizioni! Poi a volte la cosa mi torna indietro tipo boomerang come i famosi post sulla caldaia che hanno fatto ridere un sacco di gente. Quando in fiera andavo a salutare questo o quell'editore immancabilmente la prima domanda era: ma con la caldaia come va? Ti lascio indovinare la mia faccia!


E con quest'ultima domanda saluto Simona e spero di averle reso giustizia. In linea generale, penso che tutte le persone coinvolte in questo progetto meritino almeno una visita, e non dubito che dopo vorrete rimanere a curiosare ancora un po'. Quindi vi lascio il calendario completo dell'iniziativa e vi saluto, con la speranza di aver contribuito con una degna conclusione!

7 ottobre - Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri intervista Carla di Una banda di cefali
14 ottobre - Carla di Una banda di cefali intervista Claudia di a clacca piace leggere
21 ottobre - Claudia di a clacca piace leggere intervista Irene di Librangolo Acuto
27 ottobre - Simona di Letture sconclusionate intervista Daniela di Appunti di una lettrice
4 novembre - Manuela di  Impressions chosen from another time intervista Erica di La leggivendola
11 novembre - Daniela di Appunti di una lettrice intervista Diletta di Paper Moon
18 novembre - Erica di La leggivendola intervista Camilla di Bibliomania
25 novembre - Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta intervista Claudia de Il giro del mondo attraverso i libri
2 dicembre - Irene di Librangolo Acuto intervista Manuela di  Impressions chosen from another time
9 dicembre - Diletta di Paper Moon intervista Fabrizia di Il mondo urla dietro la porta
16 dicembre - Camilla di Bibliomania intervista Simona di Letture sconclusionate